Il caso delle Sentinelle in Piedi e dei movimenti No Gender. Una ricerca web-based

Il web 2.0 è un enorme raccoglitore multimediale in cui singoli individui, organizzazioni e movimenti sociali esprimono valori, visioni del mondo e richieste politiche. Una ricca fonte di dati da sottoporre ad analisi per comprendere meglio la cultura e la società.

Lo si è già visto con la netnografia di Robert Kozinets, ottimo metodo per ottenere insight su comunità online di consumatori. Ma le comunità virtuali sono di svariati tipi e i testi digitali possono essere studiati e analizzati per vari scopi.

Un esempio di studio che utilizza il web per comprendere la visione del mondo espressa da un movimento sociale è lo studio sulle Sentinelle in Piedi e sul movimento “No Gender” dal titolo Watching over the Sacred Boundaries of the Family. Study on the Standing Sentinels and Cultural Resistance to LGBT Rights, personalmente svolto ad inizio 2015 e recentemente pubblicato dalla rivista accademica di sociologia Italian Sociological Review (si può leggere a questo link una versione in italiano: Vegliare sui confini sacri della famiglia).

 

sip
Sentinelle in Piedi a Trieste (photo by Guendal)

Continua a leggere “Il caso delle Sentinelle in Piedi e dei movimenti No Gender. Una ricerca web-based”

Il web ti aiuta a rimanere in contatto con le persone della tua vita. Anche quelle defunte.

Il web è lo specchio del mondo. Proiezione culturale nel digitale.
Non stupisce. Colpisce però come modifica il rapporto con la morte. Tema delicato, sensibile. Tutto da approfondire.

Su Facebook si pubblicano le foto del proprio piatto, del proprio gatto, lo status allegro e meno allegro, l’annuncio del proprio matrimonio, gli auguri di compleanno, e anche la triste notizia  di una perdita. Indifferentemente, i follower ne sono informati. La pubblica bacheca e i manifesti ai muri, davanti a municipi, alle parrocchie, sono sostituiti dagli schermi retroillumiati di tablet, pc, smartphone. Ciascuno il suo. Nessun gruppo di vecchiette fa campanello intorno ad uno smartphone come lo può fare davanti al manifesto affisso al muro parrocchiale. Almeno credo. E non solo perché sono troppo anziane per lo smartphone. Il medium è cambiato. Digitale è individualizzato, non comunitario. La materia impone le sue logiche relazionali. Ma c’è anche spazio per nuovi rituali, più o meno collettivi, e soprattutto digitali.

In ricordo

La procedura standard di Facebook prevede che l’account del defunto si trasformi in account commemorativo, qualora Continua a leggere “Il web ti aiuta a rimanere in contatto con le persone della tua vita. Anche quelle defunte.”

Il curioso caso di Messenger Button

Facebook è gratis. Questo ci piace. Ma si nutre dei nostri dati personali. Questo ci piace un po’ di meno. Ma non sembra interessarci granché.

Ieri mi è apparsa una curiosa notifica da parte dell’app di messaggistica di Facebook, il famoso Messenger. Ieri mi è comparsa la prima volta. Da allora sta continuando ad apparirmi. Ossessivamente. Sto pensando di eliminarla.

Anche a molti di voi sarà comparsa la richiesta di usare Facebook Messenger come app per accedere ai propri messaggi SMS. Si presenta così. Colorata e accattivante.

13497673_1629026567388071_8059085316614411904_o

Ehi! Un nuovo servizio gratuito! Sembra proprio una bella occasione.

Certo, molti hanno osservato che non c’è un bottone “No, grazie”, ma solo un enorme e accattivante tasto “OK”… e un Continua a leggere “Il curioso caso di Messenger Button”

Φιλοσοφια 2.0, filosofia e nuove tecnologie. Intervista al filosofo Alberto Romele

philosophy1small

Φιλοσοφια 2.0, o della filosofia ai tempi del web. Perché chi pensa che la filosofia sia una disciplina polverosa e incapace di comprendere la più recente svolta digitale, si sbaglia. Abbiamo la gradita occasione di intervistare Alberto Romele, filosofo che si occupa di ermeneutica, post-fenomenolgia e delle loro applicazioni al dominio delle tecnologie digitali. Il progetto di ricerca di cui si sta occupando al momento si intitola “ermeneutica digitale” e con lui abbiamo parlato del rapporto tra filosofia e nuove tecnologie. Continua a leggere “Φιλοσοφια 2.0, filosofia e nuove tecnologie. Intervista al filosofo Alberto Romele”

Il Partito Pirata. Il vascello del file sharing approda in politica e conquista l’Islanda.

In una società in cui l’informazione è un elemento talmente fondamentale che il nome che meglio la descrive è società dell’informazione , il controllo dell’informazione stessa diventa una dimensione del potere. Ma se il controllo dell’informazione resta in mano a piccoli gruppi, la società dell’informazione può conservare una natura democratica? 

Non è ancora abbastanza diffusa, tra le persone, la consapevolezza di quanto valore abbia, per la vita democratica, sia l’accesso all’informazione sia la protezione della privacy in rete, ma stanno già nascendo, nello spazio pubblico ed alla luce del sole, dei gruppi organizzati allo scopo di difenderle. Come nel caso di Silk Road, tuttavia, la linea tra la rivendicazione della libertà ed il rispetto della legge sembra talvolta sfumare considerevolmente, fino ai limiti dell’anarchismo. Questo è un tema su cui si dovrà riflettere.

Tra i Robin Hood della rete attira oggi l’attenzione l’esperienza di Pirate Party, un partito politico nato nel 2006 in Svezia: Continua a leggere “Il Partito Pirata. Il vascello del file sharing approda in politica e conquista l’Islanda.”

Società dell’informazione

soc_info

Con questo post inauguro la sezione del blog dedicata al lessico 2.0. Iniziamo con “società dell’informazione”. Di cosa si tratta?

Fonte: Treccani – Lessico del XXI Secolo (2013)

Società dell’informazióne – locuz. sost. f. – Espressione che sottolinea la centralità dell’informazione quale principale motore della società contemporanea, anche in termini di risorse economiche generate, subentrando in questo ruolo all’industria. L’origine del concetto è incerta, poiché ricostruzioni diverse l’attribuiscono al francese J. Gottmann (1961), all’austriaco-statunitense F. Machlup (1962), ai giapponesi T. Umesao (1963), M. Igarashi (1964), Y. Masuda (1968) o Y. Hayashi (1969). Continua a leggere “Società dell’informazione”

Fibra ultraveloce: un’Italia a due velocità

La mappa disegnata con i dati 2015 di Infratel sulla copertura immobiliare della fibra in Italia presenta una Italia a doppia velocità. Le regioni del sud sono quelle con le percentuali più alte per quanto concerne i 30 mega (primato della Calabria con il 77,8%), ma sono le regioni del nord quelle maggiormente coperte da connessione a 100 Mbps (Lombardia con il 25.2%).

Sorgente: Fibra ultraveloce, la media nazionale di copertura è del 42%. Calabria al top per i 30 Mbps

Dati Google: come (non) usarli

Google offre uno strumento chiamato Google Trend che permette di visualizzare in modo rapido l’andamento nel tempo di una o più keyword. Questi dati si trovano spesso utilizzati come indicatori del numero di ricerche riguardanti una parola chiave, e quindi come indicatori dell’interesse assoluto per un argomento. Si tratta di un errore che rischia di far prendere un grosso abbaglio. Vediamo perché. Continua a leggere “Dati Google: come (non) usarli”

Creare e distribuire survey con Google Consumer Survey

gooAvevo già scritto a proposito delle survey online in un precedente post, che mostrava come Facebook potesse essere opportunamente utilizzato a scopo di ricerca, in particolare per reclutare i partecipanti. Qui scrivo una prima breve presentazione di uno strumento messo a disposizione nientemeno che da Google. Si tratta di Google Consumer Survey.

Google Consumer Survey non permette solo di creare questionari – lunghi fino a 10 domande – ma anche di distribuirli approfittando della nota potenza di Google. Google provvederà infatti a far visualizzare il questionario mediante appositi banner sui siti partner o, altra opzione, sullo smartphone dei partecipanti al programma Google Opinion Rewards, che rispondono in cambio di crediti per l’acquisto di app, libri, musica ed altri beni digitali acquistabili su Google Play. Continua a leggere “Creare e distribuire survey con Google Consumer Survey”